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L’ASSETO IN BICI E LE CONSEGUENZE DELLA SUA ERRATA CALIBRAZIONE

L’ assetto in bici è generalmente sottovalutato ed in particolare spesso, mal interpretato.
 

Si parla spesso di punti di repere (articolari), angoli e distanze, ma si guarda poco alla persona in genere.
Come un fondamentale di cui abbiamo già parlato è l’assetto frontale della gamba, quindi l’adattamento all’esigenza della persona di avere un angolo del piede specifico, una distanza dalla pedivella specifica ed un arretramento della tacchetta che se più al rilancio o alla linearità della pedalata deve comunque riflettere anche le prime due valutazioni, cosa che spesso poi non accade, con le conseguenti relative problematiche.
Infatti relativamente alla flessibilità ed alle problematiche individuali, non tutti possono essere messi in sella in modalità racing, ma bensì bisogna considerare al meglio il grado di flessibilità e le limitazioni articolari e/o muscolari che siano, nelle quali possiamo con gli esercizi di allungamento migliorare molto.
In particolar modo quando si tratta di problematiche di contrazione muscolare ed indurimento di alcuni comparti, bisogna considerare che oltre a quei muscoli che potete anche sentire e che il biomeccanico individua subito, polpacci, bicipiti femorali, glutei, lombari, dorsali e trapezi, ci sono muscoli altrettanto importanti, che in tal caso soffrono ma di cui non abbiamo le percezione. Il piriforme, il gemello superiore, l’otturatore interno ed il gemello inferiore, per quanto riguarda quelli sotto al gluteo e nelle cavità ischiatica e iliaca, che possono interessare anche i problemi del nervo sciatico già interessato anche da altri problemi.
Per quando riguarda invece i muscoli “spinali” ossia quelli che provvedono all’assetto della colonna vertebrale, solo per l’assetto stesso abbiamo almeno il rotatore, il semi-spinale, il multifido, l’ilio-costale, lo spinale, il lunghissimo ed altri, ossia veramente tanti ed interconnessi. Basti pensare che solamente quelli del cosi detto bicipite Femorale sono in effetti 3 BICIPITE, SEMIMEMBRANOSO, SEMITENDINOSO e cosi via. Per il Quadricipite sono 4 appunto e regolano l’assetto della gamba Vasto Laterale, Retto femorale, vasto intermedio e Vasto mediale, pertanto se l’assetto non è corretto questi gruppi, solo per la gamba sforzano.
Insomma dopo aver appurato le limitazioni vere e proprie, come quelle della caviglia quando ha subito traumi, quelle dell’anca (spesso bloccata) e quelle relative ad altre articolazioni e le eventuali dismetrie (spesso causate da tensione muscolare protratta nel tempo) e non reali, dobbiamo comunque iniziare un opera importante al fine di ottimizzare il lavoro in bicicletta e gli allenamenti, che poi diventerà costante, di miglioramento della flessibilità muscolare, specie  a carico dei distretti posteriori e quelli che non sentiamo.
Come farlo non è poi cosi difficile, basta seguire le indicazioni fornite dal vostro biomeccanico che in caso di un completo Bike-Fitting dovrebbe appunto occuparsi anche del vostro miglioramento in senso più generale, rispetto alla “sola” messa in sella, che non tenendo conto di questi parametri non potrà neanche essere accurata e quindi non fornire quel vero plus che potrebbe significare se accurata e poi seguita.
Un ultimo importante discorso lo rivolgiamo all’allenamento, nel caso di quello specifico e di quello empirico, ossia che facciamo mirato volta per volta o più o meno a sensazione nell’arco della settimana. Sempre e comunque alla fine degli allenamenti dovremmo attuare uno stretching mirato e progressivo per quei muscoli maggiormente sollecitati nello specifico: Bicipite femorale, semitendinoso, semimembranoso, grande adduttore, gastrocnemio laterale e mediale (polpacci).
Oltre a quelli giàcitati in precedenza che usufruiranno dei benefici relativi dell’allungamento di questi. Concludo con la considerazione (non per tutti ovvia) che il beneficio mentale e nel recupero sarà ottimo.



 Contatti: marzianoluca@gmail.com

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