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TEST DI UNA 720 PLUS IN UN GIORNO DI NEVE By Luca Marziano

TEST DI UNA 720 PLUS IN UN GIORNO DI NEVE.

…che dire, una giornata interessante, non solo perché ha nevicato in una zona di solito scevra da questo fenomeno (Fregene), ma soprattutto per la qualità della neve e per l’opportunità che mi ha dato di provarla in queste condizioni.

 

  1. Premetto che la bici, una Scott scale 720 plus opportunamente modificata (come una 710) è una bici molto leggera e performante, ma mai mi sarei aspettato un comportamento del genere.
  2. Infatti bisogna premettere che (dato che l’anno scorso lavoravo in Scott) ancora ho questa bici che ha solo un annetto di impiego effettivo e che tra gomme Swhalbe Rocket Ron Evo Snake Skin 2.8 latticizzate (molto leggere e scorrevoli, quindi neanche tanto adatte alla neve), reggisella in carbonio, manubrio in carbonio e freni alleggeriti francamente pesa come una 29” di media gamma, circa 11,8/11,9 pedali e porta borraccia inclusi. La trasmissione una Shimano Xt modificata in singola che io prediligo a Sram.. un orologio!
  3. Il Test è avvenuto ad ora di pranzo, la neve fioccata tutta la notte era morbida, soffice, poche le parti ghiacciate, e spesso in fuori pista i cumuli erano anche di 30/40cm, non poco.

Beh’ la bici non ha mai perso aderenza, neanche forzando il più possibile con i rapporti corti, non si è mai fermata in mezzo ai cumuli di neve fresca, bastava infatti scalare un paio di rapporti per uscire da qualsiasi situazione, non “c’è stato cumulo di neve che la fermasse”, niente, anzi anche sui tratti scorrevoli ma innevati allungando i rapporti prendeva velocita, senza resistenze eccessive e senza farmi faticare, ma permettendo il cambio si soglia energetica, da anaerobica lattacida ad aerobica, come su uno sterrato normale. Non credo sarebbe stato possibile con una bici di standard classico 27,5 o 29 che sia. Aggiungo che invece nella norma esco con amici con le 29 e tengo il loro passo sui fondi mediamente battuti per fare Mountain-Bike nella nostra zona e ancora devo provare le gomme intermedie, le 2.6 pollici (in arrivo), con le quali sono convinto “il galleggiamento ne risentirebbe”, ma considerando che il fattore neve rimane comunque un caso isolato.

In ogni caso una figata, divertentissime queste plus poiché davvero poliedriche e sicuramente poco capite da un utenza media, che sembra cibarsi esclusivamente di 29”.

Queste bici, che con Giant quest’anno si presentano in 2 modelli veramente performanti in carbonio (la mia è in alluminio superlight) rappresentano, soprattutto con l’arrivo delle gomme da 2.6 pollici un alternativa valida e divertente ad un mezzo, la Mountain-Bike, da sempre definita la bici dalle “ruote grasse”, e sicuramente da non confondere con le Fat Bike, a cui già il temine Mid-Fat le accomuna troppo, almeno dal punto di vista concettuale.

Queste bici infatti, secondo me meglio front che non full suspension (troppo pesanti) rappresentano, con la loro forcella da 120mm e l’ausilio di gomme generose latticizzate un nuovo punto di riferimento, ripeto, non ancora preso giustamente in considerazione.

L’importante è rimanere in pesi all’interno dei 12 kg, che all’utilizzo a detta di molti sembrano un kiletto meno grazie al contenuto di aria delle ruote, e settate come si deve.

Una ruota che si attesta in 2.8 pollici intorno ai 28.5 pollici di diametro, se con gomme scorrevoli, aggrediscono i kilometri quasi come una 29 ma con più divertimento, mentre una 27.5 classica a parte leve molto corte, in misura S per esempio, e più adatta per discipline prettamente di riding, meno votate al Km, come le stesse Giant Trance e le Reign.

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