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GRAVELIZED! IL NUOVO MONDO DELLA BICI. (1*Parte) di Luca Marziano

           “GRAVELIZED”!  IL NUOVO MONDO DELLA BICI.  (1*Parte) di Luca Marziano

Parola strana, per molti forse avulsa, Gravel = ghiaia. In inglese il termine reale per dire che una strada è di ghiaia/breccia ma oggi qualcosa che vuole significare il diverso dal classico Trail, ossia sentiero, che può essere anche sterrato, ma perché poi diversificare cosi specificando? Tendenza? Un modo di definire qualcosa di nuovo rispetto quello che abbiamo sempre inteso? Forse.

Il Gravel è un mondo, non qualcosa che possa essere assimilato alle altre tipologie di bici, non è una ciclocross con gomme più larghe e non è una diversa forma di mountain-bike, già bastano quelle che abbiamo credo. La Gravel è una bici nuova, che porta con se qualcosa che accomuna il passato e le nuove tecnologie in un insieme a mio avviso unico e quindi di per se speciale, penso. Il ritorno per certi versi storico all’acciaio, Reinolds in alcuni casi, il migliore acciaio al Cromo; un materiale duttile, bello, ma comunque il ritorno al classico e non, in quanto queste bici le abbiamo anche in alluminio super-light ed in carbonio, con quick-release o assi passanti, con freni a disco meccanici o idraulici con pompa e pinza integrate e con cerchi a canale più o meno largo, volendo latticizzabili, con sterzo conico e tradizionale, manubri specifici, attacchi manubrio ammortizzati, ma soprattutto con una cosa che le accomuna, la capacita di coprire km in strada e fuori strada in modo valido. Perché valido vi starete chiedendo? Perché queste bici togliendo tratti veramente impervi o pieni di buche (che dopo un po’ di tempo evitiamo anche con la Mtb), offrono di fatto la possibilità di fare dei gran tour tra strada, ciclabile e fuoristrada e perché con tutto il rispetto delle altre bici sono anche cool, macinano i km in scioltezza e forse rappresentano per molti un target.

In quanto biomeccanico non posso che ritenere la Ciclocross e la Gravel biciclette più vicine a quel senso di intendere la bici, quindi più vicine in tal senso ad una Bdc, mezzo dove la biomeccanica nella pedalata e la posizione, che poi sono 2, vanno valutate attentamente e con competenza. La presa del manubrio supina offre infatti vantaggi notevoli in aerodinamica ma anche nelle lunghe percorrenze, a differenza di quanto molti pensano, in più è possibile con tale manubrio sfruttare un maggior appoggio quando si pedala in piedi in salita, mentre su una Mtb il peso resta molto più probabilmente a gravare sulle gambe, ed infatti tali bici sono da considerarsi delle scalatrici. Sarà invece sorprendente, almeno per i meno avvezzi, la capacità discesistica, in quanto il manubrio comunque più largo e svasato rispetto ad una  B.d.corsa garantisce un ottimo controllo, forcella in carbonio o acciaio stesso e cerchi freni e gomme adeguate in genere non deludono, il che insieme al consigliato reggisella in carbonio garantisce anche un sorprendente grado di confort generale. Aggiungo che anche se montano cerchio 28 in genere con gomme 32/38, con gomma tipo Mtbike raggiungono i 29 pollici, ma che ne esistono anche di 27.5, forse più adatte a misure tipo Xs ed S.

Insomma questa Gravel è da provare e per chi come me non ama la Bdc per via della pericolosità su strade trafficate, per la monotonia che implica e per il fatto di dover uscire sempre in gruppo ecc. ma ne ama lo stile, può rappresentare un importante e valido mezzo differente dagli altri perché permette di unire una strada ad un'altra tramite un parco o un bosco senza fare la più pericolosa consolare a scorrimento veloce. Ma anche per viaggiare e peraltro con prezzi che in alcuni casi ci hanno stupito perché relativamente abbordabili; sia per andare al lavoro magari caricandola sul treno, per poi ritrovarsi in una Roma con buche e sampietrini, in cui poi ci aiuta!

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